Social, web e tecnologia Tutti gli articoli

Facebook ha cancellato più di due miliardi di utenti falsi in tre mesi

facebook valore mille dollari

Da mesi ormai Facebook ha promesso ai suoi utenti di stringere le maglie dei suoi controlli relativi ai contenuti ospitati sul social pur violandone le regole. Incitamento all’odio, bullismo, pornografia, propaganda terroristica e altre pratiche estremamente tossiche sono da sempre nel mirino degli algoritmi e dei moderatori del sito, e per dare conto del lavoro che questi ultimi svolgono ogni giorno per neutralizzarle la società ha pubblicato in questi giorni il suo ultimo Community Standards Enforcement Report: una relazione nella quale vengono messi in evidenza gli sforzi effettuati da Facebook in quest’ambito e i risultati conseguiti dall’opera. Nel quadro dipinto dalla relazione emerge una capacità ormai molto avanzata da parte degli algoritmi nell’intercettare e rimuovere foto e immagini che violano le norme del social, accompagnata però da problemi ancora evidenti nel identificare e rimuovere i contenuti testuali prima che vengano segnalati dagli utenti.

Le percentuali

Le immagini dal contenuto sessualmente esplicito ad esempio vengono rimosse con accuratezza impressionante: nel 96,8% dei casi ormai non c’è bisogno che gli utenti debbano segnalarle, e la percentuale si alza al 99,2% nel caso in cui le immagini coinvolgano minori. Propaganda di stampo terroristico e contenuti violenti vengono spazzati via automaticamente nel 99,3 e nel 98,9% dei casi. Per il bullismo le cose non vanno altrettanto bene: dei 2,6 milioni di casi identificati, gli algoritmi e i moderatori sono riusciti a fermarne in anticipo soltanto il 14%. Va leggermente meglio per i contenuti che incitano all’odio, che si sono attestati a quota 4 milioni e che però sono stati bloccati in automatico il 65,4% delle volte.

Un esercito di profili fake

A fare specie però è il numero di account fasulli chiusi, ovvero ben 2,2 miliardi nell’ultimo trimestre che sono seguiti a un altro miliardo abbondante nel trimestre precedente: più del numero totale di utenti in carne e ossa che si collega al social network ogni mese. Facebook ha spiegato che si tratta di profili creati automaticamente e in gran numero da appositi algoritmi, per infestare la piattaforma con spam e altro genere di contenuti, dipingendo uno scenario inquietante se si prendono in considerazione le ultime campagne elettorali svoltesi in tutto il mondo anche a colpi di follower e diffusione di notizie a mezzo social.

Guarda l’articolo originale