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Le nuove regole di Facebook: ecco cosa non si potrà dire e fare sul social

Nei giorni scorsi ha fatto discutere la cancellazione da parte di Facebook di alcuni profili legati al movimento di estrema destra CasaPound: la mossa ha portato i responsabili del partito a minacciare azioni legali nei confronti del social ma — trattandosi di una piattaforma privata che impone condizioni d’uso accettate da tutti gli utenti — quest’ultimo ha tutto il diritto di far rispettare le proprie regole come meglio crede. Proprio in queste ore anzi il gruppo di Mark Zuckerberg ha deciso di rendere ancora più chiaro cosa sia tollerabile o meno sulle pagine del suo social, aggiornando le linee guida alla base del proprio regolamento.

In un intervento della responsabile delle politiche globali di Facebook, il social network ha affermato di voler rimanere fedele al principio fondamentale della libertà di espressione, ma ha anche riconosciuto che la Rete negli ultimi anni ha creato inedite opportunità per abusare di questo tipo di libertà. Per questo motivo inizierà a porre dei limiti alla facoltà degli utenti di esprimersi senza freni quando gli interventi metteranno a rischio valori come autenticità, sicurezza, privacy e dignità.

Nello specifico, Facebook ha intenzione di bandire i contenuti che puntano a rappresentare fatti o persone in modo non aderente alla realtà, come calunnie e fake news; quelli formulati per minacciare, intimidire, escludere o zittire altre persone; gli interventi che mettono a rischio la riservatezza degli altri utenti e infine gli insulti che ledono la dignità altrui o rappresentano vere e proprie molestie.

I nuovi principi andranno a integrare il regolamento già esistente — che includeva già l’incitamento all’odio e prevede sospensioni e cancellazioni per gli account degli utenti che si renderanno colpevoli di violazioni ripetute. Resta però poco chiaro con quanta efficacia potranno essere applicati: da una parte infatti il gruppo ha già annunciato di voler nominare un apposito comitato per la soluzione dei casi più controversi di potenziali violazioni; d’altro canto gli episodi meno eclatanti che si verificano quotidianamente sulla piattaforma verranno lasciati probabilmente nelle mani di algoritmi automatici e di segnalazioni degli utenti che arriveranno sicuramente in gran misura — entrambi sistemi soggetti ad errori.

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