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Libra, la criptovaluta di Facebook ha perso un quarto dei suoi membri

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Libra, la criptovaluta di Facebook, non è stata ancora lanciata ufficialmente e già perde i pezzi. Nel giro di pochi giorni hanno abbandonato il progetto Mastercard, Visa, eBay, Stripe e Paypal e ora a questi si aggiunge anche Booking Holdings Inc., l’azienda proprietaria del più noto sito di prenotazioni di viaggi online come Booking.com e anche di Kayak.com e Priceline.com. Con l’addio di Booking.con salgono quindi a 7 le aziende che hanno abbandonato il progetto: ne restano ancora 21 delle 28 iniziali. Per l’azienda di Mark Zuckerberg questo nuovo addio può costituire un serio problema e va necessariamente affrontato. E cioè dare seguito alle tante critiche rivolte a progetto circa una carenza di regolamentazione necessaria perché Libra possa essere una valuta a tutti gli effetti. È di due giorni fa, ultimo in ordine di tempo, l’avvertimento lanciato dal Financial Stability Board che, in una lettera ai ministri delle finanze del G20, ha messo in guardia sui rischi legati alle valute digitali e sulla necessità di colmare i vuoti di regolamentazione in materia.

Non è stata ancora lanciata in via ufficiale, il lancio effettivo dovrebbe (condizionale d’obbligo) avvenire entro il 2020, ma Libra comincia a perdere pezzi. In pochi giorni, una dietro l’altra, già sette aziende hanno abbandonato il progetto della criptovaluta di Facebook. Quindi dopo Mastercard, Visa, eBay, Stripe e Paypal, a queste aziende importanti si aggiunge anche Booking Holdings Inc., l’azienda del Connecticut leader nella prenotazione di viaggi online attraverso siti come Booking.com, Kayak.com e Priceline.com.

Un addio che va ad aggravare ancora di più lo scenario di scetticismo che si sta creando attorno al progetto dopo che diverse autorità governative hanno avvertito che la moneta criptata potrebbe essere usata dai criminali, se non adeguatamente monitorata e provvista di tutte le certificazioni di cui ha bisogno per essere effettiva. Booking Holdings Inc. era poi una delle poche grandi aziende rimaste all’interno del progetto, un’azienda da 84 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato.

Nelle scorse settimane le autorità di Francia e Germania avevano già annunciato che avrebbero vietato Libra, sostenendo che la moneta virtuale di Facebook, tra le altre preoccupazioni, potrebbe costituire una minaccia per la politica monetaria. Dal canto suo, Facebook ha fatto sapere che più di 1.500 aziende hanno espresso interesse ad aderire all’associazione e che la valuta non si sarebbe lanciata fino a quando non ha soddisfatto le preoccupazioni dei regolatori.

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