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Honor View 20, oltre al foro c’è molto altro | Recensione

Il tanto agognato “foro” è qui tra noi e a far debuttare questo trend è Honor View 20. Quest’ultimo segna inoltre un importante rebranding societario, con cui Honor ha intenzione di alzare l’asticella, a partire proprio dal top di gamma in questione. Vediamo come si comporta nell’utilizzo quotidiano ed analizziamone pregi e difetti nella recensione completa, partendo dalle sue specifiche tecniche.

Sistema OperativoAndroid OS 9.0 Pie – Magic UI 2ProcessoreHiSilicon Kirin 980GPUAdreno 512RAM6/8 GBMemoria128/256Display6.4″ IPS LCD – 398ppiRisoluzione1080 x 2310 FullHD+ – 19,2:9Fotocamera posterioreDual 48 MP f/1.8 + f/1.8, flash-LEDFotocamera anteriore25 MP f/2.0Batteria4000 mAhDimensioni156.9 x 75.4 x 8.1 mmPeso180 gUSBType-CNFCSi

UNBOXING

La confezione di Honor View 20 contiene l’alimentatore 5A – 4.5V, il cavo USB Type-C ed una cover in silicone trasparente di ottima qualità. C’è ovviamente la spilla per accedere al vano SIM e mancano le cuffie auricolari, ma ormai è diventata quasi una prassi anche sui dispositivi top di gamma.

IL DISPOSITIVO : DESIGN E COSTRUZIONE

Honor View 20 è il primo prodotto ad adottare una delle tecnologie “trend” di questo 2019, ovvero il foro nel display, a discapito del notch e del tanto discusso slider. Di conseguenza il nuovo top di gamma gode di un design borderless che, assieme al retro, contribuisce alla sua bellezza.
Difatti la cover posteriore è caratterizzata da una particolaretrama a V, piuttosto appariscente e a metà strada tra l’elegante e il tamarro.

Il design posteriore merita una menzione, ma il vero game changer di questo View 20 resta il piccolo foro anteriore, che conferisce al prodotto unicità ed un forte impatto visivo.
I sensori di luminosità e prossimità sono posizionati in alto, incassati nel sottilissimo bordo. Al posteriore abbiamo il lettore di impronte digitali, il nuovo logo Honor e l’indicazione “AI VISION”, in riferimento alla tecnologia implementata nella doppia ottica posteriore, accompagnata da un singolo flash-LED.

DISPLAY E MULTIMEDIALITà

Una delle critiche che sono state mosse fin da subito nei confronti di Honor View 20 è la mancanza di un display OLED, grave pecca in relazione al prezzo di listino. Dopo circa 2 settimane di utilizzo, ci sentiamo in dovere di spezzare una lancia a favore del pannello del nuovo modello di punta della società cinese. In termini di fedeltà cromatica, luminosità e nitidezza, questa unità non ha nulla da invidiare ai più blasonati OLED, punto di riferimento del mercato mobile (e non solo).
Il display di Honor View 20 ricalca le orme del cugino Mate 20 Pro, dimostrando un’eccellente qualità e mostrando il fianco soltanto nella riproduzione dei neri, piuttosto profondi ma di certo non paragonabili a quelli di un OLED.

Lo schermo in questione conferisce al View 20 un’ottima predisposizione per i contenuti multimediali, edulcorata dall’audio cristallino in uscita dal singolo speaker e della presenza del jack da 3.5mm.

FOTO E VIDEO

Il comparto fotografico di Honor View 20 è caratterizzato da un sensore principale da ben 48MP IMX 586, prodotto da Sony, e una seconda ottica f/1.8 per la profondità di campo e per la mappatura 3D dell’ambiente, funzione in arrivo nei prossimi mesi.

La qualità degli scatti è sempre ottima, sia di giorno che di notte (con l’apposita modalità) e paragonabile a quella di Mate 20 Pro. C’è inoltre una modalità che sfrutta tutti i megapixel per catturare una maggior quantità di dettagli e di luce.
Si tratta quindi di un’ottima fotocamera, anche se la velocità di scatto non ci ha convinto del tutto, è indispensabile aspettare qualche secondo dopo la pressione, onde evitare scatti visibilmente mossi.

La fotocamera anteriore, incassata nel cosiddetto “foro”, è da ben 25MP con apertura f/2.0 e ci ha permesso di realizzare selfie di elevata qualità. Lo sfondo è ben sfocato e il soggetto scontornato a dovere, per un risultato finale di ottimo livello.

I video possono essere girati in 4k a 30fps, in FullHD a 60fps oppure in FullHD+con formato 19.2:9 , rispettando le esatte dimensioni del display. Interessante la possibilità di decidere il livello di compressione tra H.264 e H.265, per avere maggior controllo sul rapporto qualità/dimensioni dei file.
È grave la mancanza di un sistema di stabilizzazione, ma in compenso è possibile sfruttare dei singolari filtri cromatici piuttosto che sostituire lo sfondo tramite AI.

Ecco alcuni scatti realizzati con Honor View 20:

SOFTWARE E PRESTAZIONI

Honor View 20 è il primo smartphone della società cinese dopo il suddetto re-branding, che porta con sé un nuovo software basato su Android 9.0 Pie. Si tratta della Magic UI, un firmware destinato in futuro a differenziarsi dalla EMUI, ma che ora ne eredita ogni aspetto

Piacevolezza d’uso e funzionalità rimangono infatti invariate, si percepisce una certa cura grafica nei menù e nelle icone, in ogni caso personalizzabili tramite i classici temi. Anche la fluidità è ai massimi livelli, grazie al potente HiSilicon Kirin 980, SoC octa-core con processo produttivo a 7nm. Quest’ultimo, in accoppiata con 6/8 GB di RAM e fino a 256GB di memoria interna, garantisce un’esperienza d’uso sempre al top.

AUTONOMIA

La batteria da ben 4000 mAh ha alzato le aspettative in termini di autonomia. Durante le nostre intense giornate di test non siamo mai arrivati alle 22:00 con meno del 35% residuo, un dato impressionante che speriamo rimanga tale anche dopo alcuni mesi di utilizzo.
Si riesce a raggiungere e superare le 6h e mezza di display e con un utilizzo “normale” si può concludere un giorno e mezzo di utilizzo, senza alcun tipo di problema.

CONCLUSIONE E PREZZI

In conclusione ci sentiamo di promuovere Honor View 20, che è stato lanciato ad un prezzo di €699, nella variante con 8/256GB, ma già in offerta su Amazon a oltre €100 in meno.

Si tratta di un prodotto piuttosto concreto sotto ogni punto di vista, dal design accattivante, autonomia eccellente ed un’ottimo comparto multimediale. Bisogna però tener conto di alcune importanti mancanze, come la ricarica wireless e il display IPS, che lo pongono su un gradino più basso rispetto ai principali competitor.

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